giovedì 14 aprile 2011

Palme D'avorio

Gli ultimi raggi di sole al tramonto si riflettevano sulla sabbia bagnata.  Aveva piovuto per quasi tutto il giorno e per un momento aveva perso la speranza di poterla vedere quella notte.
Sapeva che lei ci sarebbe stata, l’aveva aspettata per tutto il mese e da li a poco l’avrebbe incontrata.
Aveva cenato prima del solito,un po’ preoccupato ed ansioso per la paura che qualcosa quella sera potesse rovinare tutto, ma adesso era li che percorreva lo stesso e consueto tratto di strada che lo avrebbe portato al luogo dell’appuntamento. La spiaggia.
La striscia di palme che costeggiavano la strada era bagnata e silenziosa, e qualche foglia bassa ancora lasciava cadere grosse  gocce di pioggia accumulate durante il temporale.
L’ultimo scorcio di sole si specchiava nella folta chioma delle palme rendendole luminose ed accese di un forte luccichio quasi innaturale come di avorio puro.
Percorse l’ultimo tratto di strada a piedi attraversando il sentiero nascosto oltre la scogliera. Si sedette su un pezzo di roccia sporgente in attesa.
Lei era l’unica certezza costante nella sua vita, lei sola riusciva a farlo sognare e immaginare luoghi lontani di smisurata armonia.
Lei pur sempre solitaria ed eterea da bambino gli aveva insegnato ad amare. Lei che non lo aveva mai abbandonato.
Un tuono improvviso lo destò dal torpore e dal silenzio interiore che si era edificato. Piccole gocce di pioggia tornarono insistenti a bagnare la terra. Si alzò. Lei non sarebbe venuta.
Ripercorse il sentiero che lo avrebbe riportato alla sua auto, senza badare alla pioggia che ormai lo aveva intriso tutto. Si mise alla guida e tornò a casa deluso e un po’ rattristato.
Nessun pensiero durante il tragitto verso casa. Nessuna immagine nella mente. Aveva solo voglia di occupare quel vuoto di riflessioni che lo trafiggeva. Con un buon libro ed un ottimo tabacco di pipa gli sarebbero tornate delle ottime parvenze di serenità.
La luce della cucina era accesa. Parcheggiò l’auto davanti casa e vide la piccola figura di sua figlia che si affacciava dalla finestra salutandolo vivamente.
La vide corrergli incontro abbracciandolo con le braccine piccole e saltellando contenta: “Papi posso rimanere con te stanotte? La mamma deve andare con le amiche al cinema!”
“Certo che puoi tesoro mio, anzi che ne dici di finire il libro che abbiamo iniziato la scorsa settimana? Domani non c’è scuola giusto?”
“Siiiiiiiiiiiii!” esplose la piccola correndo verso la madre!
Entrarono in casa.
“Grazie, scusami se non ho potuto avvertirti prima ma e’ stato un invito improvviso da parte delle mie amiche. Ero preparata anche ad un rifiuto.”
“tranquilla, lo sai che mi fa sempre piacere averla qui” disse sorridendo.
“Ho preparato lo zainetto con il pigiamino e tutto l’occorrente per la notte e per domani”
“Grazie, vai tranquilla” e abbracciando forte la piccola rassicurò la madre “ Staremo bene vero?”
La piccola rispose sorridendo “Certo e faremo anche la merenda con la cioccolata!”
Sistemato la piccola per la notte, padre e figlia si sistemarono in salotto spalmati sul divano leggendo le ultime pagine del libro che anche questa volta non avrebbero finito a causa di un’improvvisa e consueta botta di sonno di Sophie.
Con la testa della piccola appoggiata sul suo petto rimase a lungo sveglio ad osservarne la soave bellezza e serenità che traspariva dall’espressione della figlia addormentata.
Era andato a cercare la luna quella sera ma le nubi glielo avevano impedito. Era tornato a casa amareggiato ma tenendo lo sguardo fisso sulla piccola Sophie si accorse che la luna stava proprio tra le sue braccia, una piccola luna crescente che gli avrebbe ridato la gioia di tornare a sognare.
Sarebbe tornato a scrivere.

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