Da quanto sono qui seduta sul balcone?, guardo il mare, di solito mi rilassa, mi fa pensare. Non ci riesco. Sento ancora le guance calde e rosse dalla rabbia. Ma come ho potuto essere così cieca?
Lei.
Quante milioni di volte l’ho ascoltata e consolata! pomeriggi interi a parlare dei suoi problemi, delle sue ansie e di tutti quegli stronzi che ha conosciuto. Dieci anni di amicizia buttati così, per poi cosa? Un uomo. Il mio uomo. E poi dicono che tra donne c’è solidarietà.
- Oggi ho spedito una mail a Federico, gli ho scritto che ci manca e che non vediamo l’ora che torni.
Convinta e nascosta dietro le mie certezze, le ho rese inconfutabili, indiscutibili.
Porca miseria! Come vorrei riuscire a tornare indietro nel tempo!
- Oggi ho sentito Federico, volevo chiedergli un consiglio da uomo sul comportamento che sta avendo Giovanni. Ci conosciamo da così tanto tempo, sono sicura mi darà delle ottime dritte.
Il mare si è calmato adesso che è tramontato il sole. Le onde si infrangono piano sulla battigia anche loro vittime di eventi non controllabili.
- Stai zitta! Stai zitta! Come hai potuto tradirmi così? Tu? La mia migliore amica che corteggia il mio ragazzo di nascosto? Smettila di giustificarti non hai scuse!
C’è uno che ancora corre in spiaggia. Vorrei essere al suo posto, con qualche chilo in meno magari, ma senza quest’angoscia che mi si e’ scaraventata addosso.
- Amore, vado a prendere il caffè con Alessia.
- Perché esci sempre con Alessia? Ma non hai altre amiche?
- Perché mi dici così? Che novità è questa, lo sai che è la mia amica da anni.
- Non mi piace a volte, lo sai che non approvo spesso il suo comportamento con i ragazzi. Si atteggia sempre e il suo modo di parlare a volte mi indispone.
- Dai! Lo sappiamo che è fatta così, l’importante che non fa del male a nessuno.
- Lo spero tanto, credimi. Vorrei che si desse una calmata.
- Dai ammettilo che sei geloso perché passo tanto tempo con lei. Lo sai che ti vuole bene, cerca sempre te per darle consigli! L’opinione che tu hai di lei non è la stessa che lei ha su di te. Se ti sentisse parlare così ci rimarrebbe male.
- Appunto, non è normale che mi cerca sempre, io non lo farei con la donna di un mio amico.
- Ma cosa dici! Sei il solito egocentrico e pensi subito male! Lo sai che ti adora come un amico.
Vorrei lasciarmi andare in quell’oblio muto, mettere il cervello in un posto asettico e spegnerlo. Più vado a vanti con i ricordi e i dettagli e più mi si fonde la testa.
-Perdonami, non mi sono resa conto. Ero in uno stato confusionale, non stavo bene ed ho cercato di aggrapparmi a lui, che è sempre stato gentile con me.
-Ma che cosa ti è saltato in mente? Lui era gentile con te perché IO gli ho quasi imposto di esserlo! Perché eri la mia migliore amica!
-E poi io dico… cosa cavolo volevi ottenere? Ci hai pensato alle conseguenze? Hai pensato al fatto che mi avresti persa? Eri addirittura sicura di poterlo conquistare e togliermelo? Guardati …Adesso sei rimasta sola.
Finalmente sono riuscita ad alzarmi da questa sedia, vado a prendermi un fazzoletto, non riesco a respirare, mi devo soffiare il naso. Metto un po’ le mani sotto l’acqua corrente, sento la pelle bruciare come se avessi la febbre. Mi lavo il viso con l’acqua fresca.
Adesso vorrei trovare qualcosa che mi faccia calmare i crampi allo stomaco.
Federico mi aveva telefonato nel primo pomeriggio.
- Tesoro, hanno rimandato la riunione, sarò a casa in meno di un’ora. Ti va di passare da me, o sei con Alessia?
- No, sono rimasta a casa. Ho detto ad Alessia che oggi non avevo voglia di uscire. Volevo finire di leggere quel libro che mi hai regalato. Visto che non hai più la riunione vengo da te, ho voglia di vederti.
- Ok. Cucciola, ti aspetto a casa.
Se fossi uscita con lei questo maledetto pomeriggio, magari ci avrebbe ripensato, chissà forse si sarebbe resa conto… avrebbe capito di commettere una stupidaggine e che nulla era più importante della nostra amicizia.
- Eccomi qui. Che ne dici di approfittarne per andare a farci un bel giretto in barca? Io, in ogni caso mi sono portata il costume.
- Aspetta, siediti un attimo.
- Che hai? Hai una faccia strana…
- Leggi, l’ho ricevuto dieci minuti fa.
Quel momento continua a ripetersi nella mia testa all’infinito. Un fermo immagine. Io che mi siedo. La consapevolezza. Diecimila volte ho letto quel dannato messaggio. Diecimila volte.
“Ciao Federico, mi sono resa conto che sei l’unico uomo che mi sia sempre stato vicino. Ti penso in continuazione. Credo di amarti.”
Il messaggio è di Alessia.
- Devo andare. Ci vediamo stasera.
- Vai da lei? Vuoi che ti accompagni?
- No, è compito mio.
- Ok. Ti Amo.
- Ti Amo anch’io.


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